Parigi, 29 agosto. Grande mostra al “Musée des Arts Decoratifs” che rende omaggio ad uno dei principali soggetti della scena grafica della seconda metà del Novecento. Grande autore della “École de l’Affiche Polonaise”, il Milton Glaser venuto dall’Est ovvero Roman Cieslewicz. Un instancabile creatore di sogni grafici, non per nulla la mostra si intitola “La fabrique des images”. È impressionante vedere il numero di produzioni di Cieslewicz: non solo “affiches”, naturalmente, ma anche copertine, libri, illustrazioni, insomma un universo di segni e appunti che generosamente il museo parigino espone fino al 23 settembre. Ecclettico per antonomasia, Cieslewicz utilizza praticamente tutte le tecniche conosciute dalla fotografia, fino alla serigrafia e alla stampa, per giungere al collage di cui Max Ernst dice “...C’est la plume qui fait le plumage, mais ce n’est pas la colle qui fait le collage...” Un corpus di opere fortemente influenzate dall’utopia, dal surreale, ma saldamente ancorate all’impegno umanitario e politico. È solo il caso di ricordare il suo celeberrimo ritratto di Mao in versione Monna Lisa, o la rielaborazione della fotografia di Che Guevara di Alberto Korda, ma anche il Bob Dylan di Glaser, rielaborato in versione “elettronica”, senza dimenticare le copertine dei libri che in fatto di celebrità sono pari solo a quelle di John Alcorn. Difficile, diffcilissimo scrivere di una mostra solo da guardare, impossibile rendere con le parole la profetica bellezza “lautremontiana” degli accostamenti ironici e paranoici di elementi presenti nei centinaia di fogli dei suoi appunti. Una mostra appositamente allestita nei locali “delabrés” dedicati a Cieslewicz, quasi a sottolineare la sua contiguità con un modus operandi che si gioca tutto o quasi tutto nel campo dell’underground, della politica “movimentista” dei grandi movimenti politici e pacifisti internazionali. Grande museo quello parigino, sistematicamente ignorato dai turisti italiani che preferiscono affollarsi davanti a una Monna Lisa sempre più stufa di vederli annaspare davanti lei coi soliti telefonini.
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